Slow cooker o cottura tradizionale: cosa scegliere? Guida al confronto, differenze, caratteristiche

Per tante persone, cucinare è una vera e propria passione, non un semplice dovere e, soprattutto, un momento per rilassarsi, per creare dal nulla, con ciò che si ha disposizione in frigo e nella dispensa, nuovi piatti che si adattano ai gusti personali di ognuno. Le ricette tradizionali, sia dolci sia salate, infatti, si possono modificare, così come se ne possono inventare di nuove, sperimentandole anche più volte. Insomma, si può dare sfoggio alla propria creatività e dedicare tutto il tempo necessario alla preparazione del pranzo e della cena, scegliendo con cura gli ingredienti.

Anche coloro che non amano trascorrere il proprio tempo davanti ai fornelli, non hanno dimistichezza in cucina o si annoiano, prima o poi, dovranno imparare a preparare almeno i piatti base, i più semplici. Ci sono diversi ausili, elettrodomestici di cui possono avvalersi, i quli consentono di risparmiare tempo e di preparare un succulento pasto, anche senza avere particolari abilità culinarie o tanto tempo da dedicare. In quest’articolo, ci soffermeremo sulle differenze che intercorrono tra il metodo di cottura tradizionale e tra l’utilizzo della slow cooker, partendo proprio dalla descrizione e dalle caratteristiche di questa pentola elettrica molto innovativa e tecnologica.

Slow cooker: cos’è e come funziona

Slow cooker è sinonimo di cottura lenta (dall’inglese “fornello lento”). La slow cooker è, infatti, una pentola elettrica che consente di porre i cibi al suo interno, su un apposito contenitore in ceramica o realizzato con materiale antiaderente, per cuocerli a bassa temperatura, coprendoli con il coperchio e inserendo l’alimentatore nella presa di corrrente, regolando le impostazioni.

Il display digitale e il timer si trovano all’esterno della pentola e sono facili e intuitivi, quindi tutti possono imparare a usare quest’innovativa pentola, senza particolari problemi, comprese le persone anziane. Si può pulire con un panno o una spugnetta morbida, senza immergerla in acqua, evitando l’uso di detergenti aggressivi ma prediligendone quelli adatti al tipo di materiale. Gli accessori possono essere lavati in lavastoviglie.

Metodo di cottura tradizionale

Il metodo di cottura tradizionale prevede l’uso di un fornello a gas, di un piano cottura a induzione o elettrico, su cui porre pentole e padelle, di ogni tipo, materiale e modello. Le principali tipologie di cottura che si possono realizzare sono:

  • la bollitura
    – i cibi vengono immersi in acqua bollente e salata, avendo cura di mescolarli fino a cottura ultimata
  • la frittura
    – il cibo viene cotto in padella, in olio che ha raggiunto, preventivamente, una temperatuta elevata, solitamente compresa tra i 140º e 180º
  • la cottura a vapore
    – bisogna munirsi di una pentola a pressione, inserire gli alimenti al suo interno e coprirli con il coperchio
  • la stufatura e la brasatura
    – la carne o le verdure vengono cotte a fuoco dolce, in acqua o brodo, che le rendono molto morbide
  • bagnomaria
    – questo tipo di cottura prevede l’utilizzo di un piatto o di un recipiente che viene posto su una pentola colma d’acqua portata, precedentemente, a ebollizione

Inoltre, si può anche optare la cottura al forno, al microonde e per quella sulla griglia. Solitamente si preferisce cuocere al forno, per evitare di friggere i cibi e l’uso dell’olio o del burro, in modo tale da preparare pasti più salutari e, nel mentre, ci si può dedicare ad altre attività, regolando la temperatura e il timer e dando un’occhiata di tanto in tanto. Il forno a micronde è ideale, ad esempio, per scaldare un po’ d’acqua, scongelare cibi, fondere il cioccolato. Inoltre, è piccolo e pratico, lo si può posizionare in un angolo della cucina – senza risultare ingombrante o fastidioso – in prossimità di una presa di corrente.

Cottura tradizionale e slow cooker a confronto

La domanda sorge sponteanea: quale tipo di cottura scegliere tra quella tradizionale e quella tramite slow cooker? Sicuramente entrambe hanno i loro vantaggi e, la scelta resta del tutto soggettiva, poiché ognuno ha esigenze diverse e, per la preprazione dei pasti, si organizza in base ai propri impegni lavorativi e non e al proprio tempo a disposizione.

La slow cooker consente di ridurre notevolmente i consumi, i quali sono minimi rispetto a quelli del tradizionale forno a gas, elettrico o a induzione. Non c’è bisogno di aggiungere i condimenti (ma se lo si desidera, comunque si possono aggiungere in piccolissime quantità, ad esempio una noce di burro) e i cibi vengono cotti in maniera salutare, preservando le loro sostanze nutritive. Inoltre, per coloro che sono molto indaffarati e non hanno quasi tempo per cucinare, è sicuramente un’ottima soluzione: basta programmarla e fa tutto da sola, spegnendosi al termine della cottura.
Tante persone non intendono “abbandonare” il metodo di cottura tradizionale, per abitudine e perché non sono propensi a usare pentole tecnologiche, perché le trovano scomode, ingombranti e non adatte alle proprie esigenze. Preferiscono, di gran lunga, armarsi di pentole e padelle da porre sul piano cottura, controllando la cottura, decidendo quando abbassare, aumentare o spegnere la fiamma, realizzando così una cottura “su misura”, secondo i propri gusti.

La scrittura, per me, è nettare di vita, è la mia più grande passione e miglior forma di espressione. Amo inventare storie per bambini, scrivere racconti che trattano svariati temi, mettere per iscritto pensieri di ogni tipo. Ho collaborato con due testate giornalistiche on-line. Sono coautrice del libro “Amiche per la fiaba. Dieci storie per un sorriso”. Mi piace cimentarmi in ogni nuovo progetto che riguardi la scrittura, un’arma creativa, che ha uno straordinario potere terapeutico.

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